Il ritorno dell’Iper-ammortamento: incentivi fino al 180% per l’Industria 4.0 e il Green
- leopoldo mason
- 3 giorni fa
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Il panorama degli incentivi fiscali per le imprese italiane si appresta a vivere una trasformazione significativa.
Con la Legge di Bilancio 2026 (Legge 199/2025), il legislatore ha deciso di ripristinare una delle misure più apprezzate degli scorsi anni: l’iper-ammortamento.
Questa agevolazione, che si affianca e in parte sostituisce i precedenti crediti d’imposta, mira a sostenere la transizione tecnologica e ambientale delle imprese attraverso una super deduzione fiscale sui beni strumentali nuovi.
In cosa consiste l'agevolazione?
A differenza dei crediti d'imposta, l’iper-ammortamento consiste in una maggiorazione del costo fiscalmente ammortizzabile. In termini pratici, l’impresa può dedurre in dichiarazione dei redditi (IRES o IRPEF) una quota superiore a quanto effettivamente iscritto in bilancio.
È importante sottolineare che questa maggiorazione non rileva ai fini IRAP e non ha riflessi contabili diretti nel conto economico, ma si traduce in un minor debito tributario o, in caso di perdita, in un incremento del risultato negativo riportabile a nuovo.
Percentuali e scaglioni di investimento
Il beneficio è strutturato in modo decrescente in base all'entità dell’investimento effettuato tra il 1° gennaio 2026 e il 30 settembre 2028:
180% di maggiorazione per investimenti fino a 2,5 milioni di euro (risparmio IRES stimato del 43,20%);
100% di maggiorazione per la quota tra 2,5 e 10 milioni di euro (risparmio IRES del 24%);
50% di maggiorazione per la quota tra 10 e 20 milioni di euro (risparmio IRES del 12%).
Quali beni sono agevolabili?
Per accedere al beneficio, i beni devono essere nuovi e prodotti all’interno dell’Unione Europea o dello Spazio Economico Europeo. Le categorie principali includono:
Beni "Industria 4.0": Materiali e immateriali indicati negli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026. Questi devono possedere requisiti tecnici stringenti, come l'interconnessione ai sistemi di fabbrica e l'integrazione con la logistica.
Autoproduzione di energia rinnovabile: Beni strumentali destinati alla produzione di energia per autoconsumo (inclusi impianti fotovoltaici conformi a specifici criteri e sistemi di stoccaggio).
Condizioni di accesso e adempimenti
L’agevolazione è aperta a imprese di ogni tipo e dimensione, incluse le stabili organizzazioni in Italia di società estere, purché in regola con le normative sulla sicurezza e sui contributi previdenziali. Sono invece escluse le imprese in procedure concorsuali o liquidazione.
Tra i passaggi burocratici fondamentali, la norma prevede un sistema di comunicazioni preventive e consuntive al GSE (Gestore Servizi Energetici), che costituiscono condizione necessaria per beneficiare della deduzione.
Regole di cumulo e "incroci" temporali
Un punto di attenzione riguarda il divieto di cumulo: l’iper-ammortamento non può essere utilizzato per beni che hanno già usufruito dei crediti d’imposta previsti dalla legge 207/2024. Tuttavia, per gli investimenti effettuati nel 2026, la giurisprudenza e la prassi suggeriscono che il beneficio spetti anche se l'ordine è stato effettuato nel 2025, a condizione che non si sia beneficiato di altre agevolazioni ormai esaurite.
Attenzione alla cessione dei beni
L'agevolazione prevede un meccanismo di decadenza: se il bene viene ceduto o delocalizzato all'estero durante il periodo di fruizione della deduzione, si perdono le quote residue. È tuttavia possibile evitare la decadenza effettuando un investimento sostitutivo in un bene tecnologicamente analogo o superiore nello stesso esercizio.





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