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Holding e Mancata Distribuzione dei Dividendi: Perché Non Si Tratta di Abuso del Diritto o Rinvio di Tassazione

13 ore fa
Tempo di lettura: 3 min


La gestione delle società holding è finita al centro di un vivace dibattito fiscale e professionale. Negli ultimi mesi si è assistito a un nuovo filone di accertamenti da parte dell'Amministrazione Finanziaria, inteso a contestare l'abuso del diritto (art. 10-bis della Legge 212/2000) nelle ipotesi in cui una holding incassi dividendi dalle proprie partecipate ma non li distribuisca ai soci persone fisiche.


L'ipotesi dell'Fisco si fonda sull'Atto di Indirizzo del 27 febbraio 2025, secondo cui costituirebbe un vantaggio fiscale indebito anche il mero differimento di imposizione, qualora si traduca in un rinvio della tassazione sine die o significativamente posticipato.


Tuttavia, un'analisi approfondita della materia dimostra che la mancata distribuzione degli utili risponde a legittime scelte di finanza aziendale e non integra alcuna condotta abusiva.


La funzione economica della Holding: protezione e pianificazione


Prima di addentrarsi sugli aspetti fiscali, è opportuno ricordare la reale funzione delle holding nel tessuto economico:

  • Protezione del patrimonio: la holding interpone uno schermo societario che evita la detenzione diretta delle partecipazioni, tutelando il patrimonio personale dell'imprenditore.

  • Governance e stabilità: eventuali conflitti o tensioni tra i soci delle società operative vengono gestiti e risolti al livello della holding, salvaguardando la continuità aziendale delle controllate.

  • Gestione dinamica o statica: le holding dinamiche svolgono una gestione attiva fornendo servizi intercompany e percependo management fees (con impatti specifici sulla detrazione IVA), mentre le holding statiche si limitano alla gestione passiva delle partecipazioni.


Molte di queste strutture si costituiscono sfruttando il regime di neutralità fiscale indotta previsto dall'art. 177, commi 2 e 2-bis del TUIR, che disciplina il conferimento di partecipazioni.


Perché la mancata distribuzione NON è un rinvio di tassazione sine die


L'impostazione che vuole assimilare la ritenzione degli utili a una condotta abusiva appare debole sia sotto il profilo giuridico che economico:

  1. Assenza del presupposto impositivo: Dal punto di vista strettamente legale, se l'assemblea dei soci della holding non delibera la distribuzione dei dividendi, il presupposto impositivo non si è proprio venuto a creare. Non si tratta di aver "rinviato" una tassazione dovuta, ma dell'assenza del fatto generatore dell'imposta in capo al socio persona fisica.

  2. Inviolabilità delle scelte di finanza aziendale: Secondo i principi fondamentali della finanza d'impresa, l'assemblea dei soci ha il pieno diritto di decidere tra la distribuzione dei dividendi e l'autofinanziamento. La decisione di trattenere la liquidità per effettuare nuovi investimenti societari o finanziari — dai titoli di Stato (BTP) fino a quote di fondi di private equity o venture capital — rientra nella discrezionalità imprenditoriale, che rimane insindacabile.


I rimedi già presenti nell'ordinamento per le fattispecie patologiche


Ciò non significa che l'Agenzia delle Entrate non debba contrastare le situazioni patologiche o fittizie. Tuttavia, l'ordinamento tributario prevede già strumenti specifici e adeguati per colpire gli abusi, senza dover ricorrere forzatamente alla figura generale dell'abuso del diritto:

  • Disciplina delle società di comodo: pensata per disincentivare l'uso di strutture societarie meramente patrimoniali o non operative.

  • Tassazione dei beni in godimento ai soci (art. 67, comma 1, lett. h-ter del TUIR): disposizione che colpisce e tassa la differenza tra il valore di mercato e il corrispettivo annuo versato per l'utilizzo personale di beni aziendali da parte dei soci o dei loro familiari.


L'obiettivo del sistema fiscale dovrebbe rimanere quello di salvaguardare la fisiologica funzione delle holding, sanzionando unicamente i fenomeni opportunistici per i quali esistono già precise tutele normative.


Come vi supporta il nostro Studio


La corretta gestione della governance e delle deliberazioni assembleari della holding è fondamentale per prevenire contestazioni pretestuose da parte del Fisco.


Il nostro Studio è a disposizione per:

  • Analizzare l'adeguatezza della struttura della vostra holding (dinamica o statica).

  • Verificare la regolarità delle operazioni di conferimento ex art. 177 TUIR.

  • Motivare e verbalizzare correttamente le scelte di accumulo ed investimento della liquidità in ottica di finanza aziendale.


Contattateci per una consulenza personalizzata sulla gestione della vostra holding familiare o di gruppo scrivendo una mail a studio@studiomason.com

 
 
 

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